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ARTI MARZIALI E VIOLENZA


VIOLENZA  [vio-lèn-za] s.f.

- Carattere di chi, di ciò che è violento; forza impetuosa, furia

- Azione violenta, manifestazione di forza impetuosa e aggressiva:

- Costrizione fisica o morale imposta a un soggetto per spingerlo a compiere determinate azioni contro la sua volontà

 

                                                                                                                                  Tratto da:  DIZIONARIO DI ITALIANO HOEPLI


SI VIS PACEM, PARA BELLUM

(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina dello scrittore romano Vegezio.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace è quello di essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
                                                                                                                                                                                Tratto da : WIKIPEDIA


Uno dei più grandi fraintendimenti riguardanti i praticanti di Arti Marziali è che si allenino alla Violenza, è una delle paure di alcuni genitori quando portano i bambini a fare sport di combattimento... che l'allenamento alla "violenza" porti ad un aumento dell'aggressività.
Ed anche nei Media si possono leggere spesso degli articoli (spesso legati a fatti di cronaca) su presunti "praticanti di arti marziali " che si lasciano andare alla violenza e si macchiano di crimini ed omicidi.

 

E dopo  questi articoli, molto spesso si assiste ad un alzata di scudi che difende Tout Court le Arti Marziali, con lunghe dissertazioni (a cui noi stessi non siamo esenti) sugli insegnamenti che le Arti Marziali danno ai praticanti, sull'educazione, sul rispetto sull'eccetera eccetera eccetera.

Direi che è opportuno fare delle precisazioni:

 

1) Non tutte le arti marziali sono uguali.
2) Non tutti gli Insegnanti sono uguali.

3) Non tutti gli Atleti/Praticanti sono uguali.

 

1) NON TUTTE LE ARTI MARZIALI SONO UGUALI.
Non me ne vogliate, ma non citerò un Arte invece di un altra, ma è indubbio che alcune pratiche marziali hanno lo scopo di "abbassare" quella soglia sociale dell'aggressività in nome del "chi picchia per primo picchia più duro" e del "rispondere alla violenza con maggiore violenza".
Ed allora si insegna a colpire per primi in caso di "invasione dello spazio personale", a colpire ripetutamente chi è a terra, a colpire velocemente e senza pensare.

 

Si coniano anche dei termini come
 GROUND AND POUND (colpire ripetutamente un avversario bloccato a terra)
 RETZEV  ( Cito :Movimento continuo che si traduce in esplosione di violenza)
NEUTRALIZZARE LA MINACCIA


Tutte pratiche che hanno il loro posto in alcuni contesti specifici (forse) ma che SICURAMENTE creano degli automatismi, degli schemi motori che servono ad abbassare la naturale avversione alla violenza dovuta alle Regole della Civiltà.
Nel momento in cui il corpo è addestrato a reagire SENZA PENSARE  (che già il termine mi fa venire un brivido dietro la schiena) reagirà in questo modo ogni volta che lo stimolo scatenante è presente.
Anche quando non è necessario, o quando la violenza a cui è stato abituato è sovradimensionata alla minaccia.

Altre Arti Marziali abituano il corpo ad avere sempre una risposta "controllata" quindi a regaire alla Violenza con un azione di controllo. Si allenano schemi motori che servono a difendersi dall'aggressione ma in modo da "controllare " o "bloccare" l'avversario senza necessariamente fargli del male, o con la scelta (che deve essere COSCIENTE) di fargli il male NECESSARIO a fermare l'azione. Sono daccordo che  questo tipo di atteggiamento può essere  insufficente, o inadatto ad alcuni tipi di aggressione e/o contesti. 
In caso di aggressioni particolarmente efferate o violente, e' possibile o forse anche probabile che gli allenamenti di questo tipo di Arti non siano sufficentemente "realistici", che non permettano una risposta commisurata all'attacco.
Ma le arti marziali (sopratutto quelle tradizionali) hanno anche lo scopo di essere EDUCATIVE, cioè di creare cittadini e persone migliori ed adatte a far crescere la società in cui vivono ed interagiscono. Creare dei Cittadini che hanno una propensione maggiore alla violenza e all'aggressività non è lo scopo per cui sono nate nè è socialmente adatto. Creare una società in cui ad ogni azione violenta si risponde con una violenza maggiore non è ETICO.

 

Diciamo quindi, per concludere questo capitolo che :
ALCUNE ARTI MARZIALI ADDESTRANO L'INDIVIDUO AL CONTROLLO DELLA VIOLENZA, ALTRE LO ADDESTRANO A RISPONDERE CON VIOLENZA MAGGIORE.

 

2) NON TUTTI GLI INSEGNANTI SONO UGUALI

 

Ca va sans dire, Anche nella scuola peggiore ci sono bravi insegnanti, ed anche nella scuola migliore ce ne sono di pessimi.
E' piena la filmografia di maestri di Karate virtuosi o malvagi, e di vecchi insegnanti di Boxe che insegnano a Vivere ai loro pupilli. Vogliamo veramente parlarne?
Karate Kid, Million Dollar Baby, Bomber.. per dirne alcuni.
In realtà la realtà (pun intended) è molto differente, meno bianco/nera e  molto più grigia.
TUTTI gli insegnanti parlano di Educare, parlano dei valori dello sport e della competizione, di come le Arti Marziali servano a forgiare degli UOMINI o dei GUERRIERI...
A seconda dell'Arte studiata (perchè, diciamolo, non tutte le Arti sono uguali, vedi sopra) anche l'insegnante acquisirà un pò delle caratteristiche di quell'arte...ma se un insegnante è bravo, dovrà insegnare la cosa giusta ad ogni allievo,  cercando di conoscerlo per capire cosa sia meglio per lui/lei.

Ha VERAMENTE bisogno di tirare fuori la sua aggressività/propensione alla Violenza? Per necessità lavorativa, o sociale? Per poterla veicolare in modo da far fronte alla propria disistima o timidezza? O ha solo bisogno di veicolarla o sfogarla  in una forma più controllata e socialmente accettabile?
O magari ha bisogno di imparare che la violenza non è il modo giusto per rispondere alla violenza? Ad accettare l'altro?

In un mondo perfetto L'insegnante segue l'allenamento di ogni suo studente come un sarto crea un abito, in maniera certosina e paziente.
Ma non è un mondo perfetto, e gli insegnanti non sono perfetti.
Anzi.
Ci sarebbe molto da parlare sul fatto che gli insegnanti sono essi stessi degli studenti, che stanno imparando , che sbagliano e provano e fanno del loro meglio.
Che ogni loro sbaglio è fatto sulla pelle dei loro allievi, della responsabilità... molte parole sono state spese e molte verranno ancora scritte e dette su questo fatto. 

L'unica cosa che non viene mai detta per una sorta di buonismo spinto è che CI SONO IN GIRO PESSIMI MAESTRI.
- Che vedono gli allievi come dei CLIENTI, se il cliente gli chiede di imparare a pestare la gente, lo fanno perchè è quello che vuole. Incuranti di ciò che potrebbe succedere, di aver consegnato un'arma carica alla persona sbagliata.
- Che vedono la loro arte ESCLUSIVAMENTE come un modo per pagarsi il mutuo o le bollette, come insegnare Pilates e danza moderna. Anche qui, incuranti delle implicazioni sociali e morali.
- Che vedono le gare e le competizioni, la Gabbia , il combattimento come l'unico modo per affermarsi o "diventare Qualcuno"

COME UN PESSIMO GENITORE PUO' CREARE DEI FIGLI PESSIMI, COSI' UN PESSIMO MAESTRO PUò CREARE DEGLI ALLIEVI VIOLENTI ED AGGRESSIVI.

3) NON TUTTI GLI STUDENTI/PRATICANTI SONO UGUALI

 

Anche qui sfioriamo la banalità..
Non tutti cercando nelle arti marziali la stessa cosa...
C'è chi pratica per il piacere di praticare.
Chi ci va per la compagnia

Chi ha paura e vuole imparare a difendersi

Chi vuole imparare a picchiare

Chi fa un Arte marziale perchè "fa figo"

Chi vuole studiare un'arte antica per passione.

Chi vuole imparare a combattere per fare colpo sul sesso opposto.

Chi cerca un modo per sfogarsi

Chi cerca un modo per migliorarsi

Chi cerca un bell'ambiente.

Chi ci manda il figlio perchè impari "il Rispetto" o "l'Educazione"

Chi lo fa per lavoro
Chi vuole competere con gli altri
o con sè stesso
Chi ama una cultura straniera e vuole conoscerla meglio

Mille motivazioni diverse.
Ognuno ha la sua, ed ognuna è valida per lui.
Ma è inutile che parliamo tanto... Una persona Violenta potrà trovare un arte che lo aiuti a veicolare questa violenza in modo costruttivo, ma starà sempre a lui decidere di farlo. La decisione deve essere sempre cosciente. Perchè un insegnante riesca ad insegnare qualcosa, l'allievo deve  essere predisposto a riceverlo. Il rapporto non è mai in una sola direzione.
Quindi se il Cattivo Maestro di un arte che insegna una risposta violenta trova un Cattivo Allievo , la frittata è fatta.


 

Un consiglio che potrei dare a chi vuole intraprendere un arte marziale, o farla provare alla propria prole, è di

SCEGLIERE l'ARTE, SCEGLIERE IL MAESTRO, 

VERIFICARE SE L'ALLIEVO E' ADATTO AD ENTRAMBI.

 

In fondo non è l'Arte in sè ad essere violenta, non è solo l'Insegnante a sbagliare ad insegnare, Non è colpa solo dell'allievo se diventa Violento o non si controlla.

E'  l'unione dei tre fattori secondo la legge di Murphy (quindi nella peggiore sequenza possibile) che crea quei mostri di cui si legge sui giornali. 


Ma è l'unione del meglio di questi tre fattori che crea delle persone meravigliose che veramente potranno migliorare un pò questa società... o perlomeno fare da esempio per gli altri.

 

                                                                                                                                                                                                          L. Giopp

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